ARCHITETTURA FUTURISTA ITALIANA (1909-1944) Clemente Busiri Vici La colonia marina "XXVIII Ottobre" a Cattolica (RN)

 
La colonia marina XXVIII Ottobre a Cattolica (RN)
 
Veduta aerea (anni '30)
 
"Proporrei di ormeggiare una nave di linea ormai in disarmo
a uno dei nostri progetti di complessi abitativi,
a dimostrazione di quello che può essere fatto."

Le Corbusier, La città radiosa, 1933
 

E' all'inizio degli anni '30 che la Fondazione "Figli del Littorio", attraverso la Direzione Generale dei "Figli degli Italiani all'Estero" presieduta dal ministro Piero Parini, commissiona all'architetto-ingegnere romano Clemente Busiri Vici il progetto di una colonia marina da edificarsi a N-O di Cattolica, in una zona compresa tra il torrente Ventena ed il Fiume Conca.

Il nucleo centrale del progetto, redatto nel 1933, prevede cinque edifici ispirati alla morfologia aeronavale, ovvero al mondo delle navi, degli aerei, degli idrovolanti, delle littorine e dei sommergibili.

In nove mesi la Ditta Ricci di Cattolica, sotto la direzione lavori del giovanissimo ingegnere Enrico Benazzo di Torino, realizza il complesso denominato "XXVIII Ottobre" (data della marcia su Roma): il 28 giugno 1934 le quattro navi adibite a dormitori, battezzate con i nomi di Costanzo Ciano, Luigi Rizzo, Gabriele D'Annunzio e Nazario Sauro (eroi della marineria italiana), la ammiraglia destinata a refettorio e centro direttivo ed alcuni edifici ausiliari vengono inaugurati alla presenza di Benito Mussolini.

(...) Il Duce è giunto infatti davanti a Cattolica in un motoscafo da lui stesso guidato, verso le dieci. A bordo non vi erano che due motoristi.(...), scriveva in prima pagina il Corriere della Sera. All'evento è presente anche il figlio del progettista, Saverio Busiri-Vici.

La nascita di questo nuovo complesso ha larga eco nella stampa nazionale ed internazionale del periodo con toni tra l'entusiastico e lo stupefatto: "un sorriso d'alluminio" lo definisce P.M.Bardi dalle pagine della rivista di architettura Quadrante.

L'unica voce parzialmente critica è (paradossalmente?) quella della rivista L'Architettura Italiana, organo ufficiale degli architetti fascisti, che pur lodando l'opera ne rileva gravi disfunzioni funzionali, dovute - afferma - alla forzatura imposta dalla simbologia aeronavale del progetto.

Nel contesto del dibattito culturale ed architettonico di quegli anni che contrapponeva "passatisti" e "modernisti" - ovvero architetti che sostenevano modelli tardo-ottocenteschi ed altri che invece proclamavano l'attualità di una nuova architettura adeguata ai tempi - è agevole cogliere ne LE NAVI elementi formali innovatori che le avvicinano al Futurismo italiano: in esse infatti sono evidenti una intensa carica simbolica legata al mito modernista della 'macchina' e la forte suggestione emotiva e psicologica ('lirica') affidati anche all'utilizzo espressionista del cemento armato, ovvero gli stessi elementi di dinamismo e di lirismo sostenuti nelle teorie del movimento artistico d'avanguardia creato all'inizio del XX secolo da Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, l'architetto Antonio Sant'Elia ed altri artisti.
Di fatto, tuttavia, Busiri-Vici non aderì mai ufficialmente al movimento futurista, nè fu mai da quest'ultimo riconosciuto come appartenente ad esso.

Alla fine del 1934 viene stilato un progetto di ampliamento e modifica delle colonie sempre a firma Busiri Vici, in cui i riferimenti navali permangono, anche se più sfumati, nei due siluri a monte - che sono in pianta ed in alzato la citazione 'razionalista' delle quattro navi a mare -, nella ristrutturata chiesetta-bunker-anti-nave e nell'edificio adibito a corpo di guardia.

Tra il 1935 ed il 1943 la Colonia Marina "XXVIII Ottobre" si configura come centro autosufficiente in grado di ospitare circa duemila 'marinaretti' inquadrati in maniera quasi militare.

Durante la guerra scompare la statua del "Duce Nocchiero" posta nel refettorio centrale.
Nel 1944, durante il passaggio del Fronte, la colonia viene adibita ad ospedale militare.

Nel dopoguerra la colonia riaquista la sua funzionalità, sempre sotto l'egida della Fondazione "Figli degli Italiani all'Estero", mutando nome in "Colonia Marina G. De Michelis".

Durante gli anni del "boom" economico, la Società Maraldi di Cattolica progetta una lottizzazione intensiva dell'intero complesso. Nel 1963, viene approvato il primo Piano Regolatore di Cattolica, che destina l'area della colonia all'uso di colonia marina; ma prima che il Comune possa acquisire la possibilità legale di vincolare la zona, la Società Maraldi demolisce parte degli edifici, realizzando nell'area alberghi ed appartamenti: nel 1964 il vincolo blocca le demolizioni a metà. La superficie su cui originariamente si estendeva la colonia viene quasi dimezzata.

Verso la metà degli anni '70 la funzione di colonia marina viene sospesa e, con l'abolizione degli Enti inutili, la proprietà passa alla Regione Emilia-Romagna.

Nella metà degli anni '80 si procede ad un primo recupero dell'intero complesso, con la nuova destinazione a "Centro internazionale Giovani", gestito dai Comuni di Bologna, Modena e Cattolica.

Il resto è storia di oggi ...
 

LA COLONIA MARINA "XXVIII Ottobre" A CATTOLICA (RN)

DOCUMENTI ORIGINALI

L'Architettura Italiana, N.614, 1934

Corriere della Sera, 29 giugno 1934

Clemente Busiri-Vici nel ricordo del figlio Saverio (1990)

Filmato LUCE (1934)

 
IN ALTO: Fotografia della colonia marina alla fine degli anni '30.


Ulteriori informazioni alla voce Busiri Vici in ARCHITETTURA FUTURISTA.
Testo e pagine documentali a cura dell'architetto .
La presente pagina è tratta (con aggiornamenti minori) da: M.Castelvetro - Nando Zani, THE NAVI: IPOTESI DI RESTAURO DI UNA EX COLONIA MARINA A CATTOLICA (RN), Tesi di Laurea in Architettura 1983, relatore Prof. Remo Buti, Università degli Studi di Firenze, anno 1983.
E' ammessa la riproduzione anche parziale del solo testo a condizione che venga citata la suddetta fonte ovvero il presente sito web <Architettura futurista italiana (1909/1944) www.castelvetro.cjb.net> .